Sono i seed savers, i ‘salvatori di semi’: agricoltori, ambientalisti o appassionati collezionisti di antichi sapori, desiderosi di trovare e conservare i semi di ortaggi, frutta e cereali, che un tempo coloravano il paesaggio delle nostre campagne e arricchivano le tavole dei nostri nonni ma che ora rischiano di scomparire per sempre.

Li cercano ovunque, camminando per i campi, entrando nelle case dei vecchi contadini o nei giardini e negli orti dei conventi dimenticati. Alcuni tesori possono nascondersi anche fra i rovi di un bosco abbandonato. Altri possono essere scoperti percorrendo le strade di internet… Perché alcune antiche varietà si trovano anche Oltreoceano, sotto il sole californiano o canadese, grazie alla lungimiranza degli emigrati italiani che li portarono con sé quando lasciarono il nostro paese in cerca di fortuna.
Ciò che muove questi moderni cacciatori di vecchi semi non è lo spirito nostalgico o la voglia di sentire ancora il profumo della mela cotogna o il gusto della pera volpina, ma la consapevolezza che la perdita di varietà di piante è un danno alla biodiversità.

Tecnicamente si chiama erosione genetica ed è un fenomeno ambientale gravissimo, poiché colpisce le risorse genetiche della pianta da cui dipende la nostra sopravvivenza.
Mettere in salvo i semi rari significa, dunque, perpetuare le varietà e ricreare ecosistemi ormai scomparsi. I semi antichi sono perenni, si possono raccogliere ogni anno, rendendo in gran parte indipendente l’agricoltore. Non hanno rese così alte come i semi manipolati, ma da essi nascono piante più forti e più sane che richiedono un uso ridottissimo di pesticidi e fertilizzanti, e frutta più saporita e nutritiva.

Purtroppo questi antichi semi sono illegali in quanto non iscritti nel catalogo nazionale o comunitario delle varietà ammesse alla vendita. Perciò sono nati degli orti destinati solo alla conservazione delle varietà a rischio di estinzione.

I seed savers sono pronti a regalare semi a chiunque abbia voglia di unirsi a loro per salvaguardare dall’oblio questo straordinario patrimonio genetico, storico e culturale. E in questo passaggio di semi c’è indubbiamente uno straordinario passaggio d’umanità…

 

Testo e foto di Rita Bertazzoni

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