Piante e Animali Perduti a Guastalla è anche il luogo in cui si raccontano storie belle. Come quella di tre donne, amiche fin dal tempo del liceo, che non si sono mai perse di vista in tanti anni ma che, pur abitando lontano, si ritrovano per mettere assieme un’idea, quel “qualcosa” che dia sale alle loro vite dopo esperienze diversissime. Eraide è medico mentre Nadia è chimico e Chiara ha passato una vita tra pratiche di tributi. Tutte attivissime e determinate nel portare avanti il progetto Lavanda dell’Olmo nato nel 2013 e che le ha condotte fin qui dopo anni di sfide continue.

Hanno due appezzamenti dedicati alla lavanda, soprattutto al lavandino che è un ibrido di lavanda ottenuto dopo attenta selezione proprio per le sue ottime peculiarità. Il primo appezzamento, più piccolo, è in collina sopra il torrente Enza a Compiano nella zona di Canossa dove ha sede l’azienda. Ma quello da cui attingono la gran parte della materia prima è nella Bassa Reggiana a pochi chilometri dal Po, un bel campo fitto fitto di piante disposte in file regolari e dall’aspetto sanissimo. In questa stagione, a settembre, che è proprio il mese di Piante e Animali Perduti, la coltivazione non ha più l’aspetto rigoglioso della piena estate e della fioritura ma conserva comunque il grande fascino di piante vitali e forti. E trovare questa isola di lavanda tra campi a granoturco e erba medica è un grande piacere per gli occhi e un piccolo paradiso naturalistico per chi ama vedere gli insetti che lo popolano e le numerose farfalle.

“Raccogliere la lavanda è molto faticoso” spiega Iraide che è proprietaria del terreno nella Bassa. “Abbiamo chi ci aiuta, amici che con noi sotto il sole di primo mattino di luglio eseguono il taglio della sola parte a fiore per ottenere un prodotto eccellente.”

Tutto questo deve per forza avvenire appena sorge il sole perché le api non sono ancora al lavoro, altrimenti raccogliere la lavanda sarebbe impossibile. Di solito si comincia alle 6 perché non ci deve più essere rugiada. Poi è indispensabile caricare il raccolto e portarlo subito in distilleria prima che inizi il processo di fermentazione che ne pregiudicherebbe la qualità. Qualità che è stata recentemente confermata da un primo posto al premio della Lavanda di Montemerano.

Il lavoro è difficile anche perché viene fatto esclusivamente a mano, non c’è raccolta meccanica. Il campo è coperto da pacciamatura per evitare le malerbe e in questo modo si scongiura l’uso di diserbanti. La lavanda che si coltiva qui è quindi “pulita” e non crea alcun danno all’ambiente. Anzi.

Ora, a settembre, la distesa a lavanda è in riposo con il suo colore grigio del fogliame mentre è in giugno-luglio che risplende al sole con il suo tono viola acceso che è uno spettacolo per gli occhi. Proprio per celebrare quel bel momento in cui la lavanda del Po dà il massimo, a Poviglio dov’è l’appezzamento più grande, si fa festa. Si entra da un grande portale e si gode dei banchetti con i prodotti creati dall’azienda ma soprattutto si visita il campo, si può approfittare del servizio ristoro, si beve thè rinfrescante alla lavanda oppure acqua disintossicante alla lavanda, si mangiano i biscotti alla lavanda e si finisce col gelato alla lavanda: una specialità. Tutto all’insegna della semplicità e genuinità anche nei rapporti umani.

Perché questa è una pianta generosa, con proprietà solo in parte conosciute dal grande pubblico. La lavanda infatti è germicida e fungicida ma si può utilizzare anche nelle ricette dove, in parte, può sostituire lo zucchero grazie al suo aroma deciso. Lo si usa nelle marmellate allo sciroppo di lavanda e lo stesso sciroppo può in parte sostituire il latte quando si preparano i dolci con la pastafrolla.

Lavanda dell’Olmo è a Piante e Animali Perduti dal 2018 e ormai ha una fitta schiera di appassionati con cui dialogare e scambiare opinioni. I prodotti più richiesti sono l’ammorbidente con acqua di lavanda in contenitori riutilizzabili, gli antitarme naturali da mettere negli armadi oppure gli spray da spruzzare ovunque si voglia portare una ventata di fresco e pulito come i cuscini (dove c’è chi assicura che si ottiene un effetto rilassante), o sugli assi da stiro o ancora nel cassetto ammorbidente delle lavatrici.

Tutto merito di questo prodigioso olio essenziale puro al 100%, che ha un colore tendete al giallo, per produrre il quale in soli 10 ml servono ben 300-1000 gr di infiorescenze. Ecco le proprietà: antinfiammatorio, cicatrizzante, rilassante, calmante e antidepressivo. Gli impieghi maggiori dell’olio essenziale di lavanda e di lavandino sono nella industria cosmetica e profumiera, come antimicrobico e antifungino, nell’aromaterapia e nei massaggi.

Può essere utile per: insonnia, stati di ansia, stress e mal di testa, micosi nei piedi, micosi delle unghie, macchie scure della pelle, massaggi rinfrescanti, antiinfiammatori, rilassanti, come purificante, antisettico, stimolante per il viso, cellulite e smagliature, per la doccia, per i capelli con attività antiforfora e contro i pidocchi, ottimo in bagni decongestionanti per muscoli e articolazioni, per tonificare le gambe stanche, per punture d’insetti (es. zanzare), per dermatite da pannolino, come tarmicida, per purificare l’aria di casa.

Articolo e foto di Daniele Daolio

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