Guastalla, Piazza della Repubblica, a Piante e Animali Perduti 2015 arriva Roberta, con le sue mani e le sue stoffe, che sono poi la stessa cosa, e vince il premio espositori della giuria di qualità per la categoria artigianato.
Lo capisci presto, parlando con Roberta Zeminian, che la sua creatività passa tutta da lì: dalle sue mani e dal loro rapporto quasi simbiotico con il materiale che lavorano. Quello con il feltro è un corpo a corpo: nessuna cucitura o intessitura. Il feltro è leggero, caldo, versatile, ha bisogno solo delle mani. Questa stoffa infatti non conosce trama né ordito: non è un tessuto, si ottiene con l’infeltrimento delle fibre, usualmente di lana cardata di pecora.

L’atto di creare con le mani, spiega Roberta, è una necessità:

“Quotidianamente mi trovo a gestire un sacco di carta, ma alla fine non vedo nulla di realizzato. Quando ho scoperto il feltro mi mancava il ‘realizzare’ e per me le mani sono il tramite per farlo, sono espressione di lavoro e di opera”

Roberta, madre sarta e padre lavoratore del legno, cerca sin da bambina il materiale attraverso cui poter dare sfogo alla sua creatività, non trova però nella macchina da cucire e nel legno la strada per le sue mani. Roberta sogna la moda, studia architettura e ama le forme complesse, tridimensionali:

“Quando ho capito che il feltro non aveva bisogno di cuciture, si lavorava completamente a mano, quindi non c’era bisogno di chissà che attrezzi, potevo progettare i miei pezzi in totale libertà, senza legami con forme o stampini, potevo creare anche accessori o abiti, allora ho capito che poteva essere il mio materiale e poi c’è un’altra cosa che mi piace molto del feltro: la lana riesce ad infilarsi e rimane aggrappata a tutti i materiali con una trama sufficientemente larga da farla passare.

Si possono quindi realizzare oggetti multi-materiale: i miei cappelli ad esempio sono una fusione di chiffon di seta, seta ponge, riccioli di lana grezza, garza di cotone, tutti uniti da quel comun denominatore che è la lana merinos.

Ad esempio uso spesso la seta in tessuto come supporto su cui stendere la lana: questo conferisce ai capi maggior vestibilità e confort.

Sì, succede questo, i filamenti di lana si fondono tra di loro e con altri materiali, una fusione completa, irreversibile!

Quale altro materiale consente questo? Io non ne conosco, ed è per questo che penso che il feltro sia magico”

L’incontro con il feltro

E’ il feltro a trovare Roberta, la sua voglia di creare, pensare, sperimentare e di farlo sempre con le mani. Roberta si reca in un negozio del suo paese per iscriversi ad un corso di bigiotteria sulle collane con i nodi, ma i posti sono esauriti, c’è spazio solo per lezioni sull’infeltrimento della lana cardata, che Roberta non conosce perché fino a quel momento ha sempre visto quella filata, ma è incuriosita e soprattutto le piace l’odore della lana di pecora.

Il primo giorno Roberta impara ad infeltrire la lana con l’ago, il secondo a fare palline con l’acqua e lì dice: “Mi si è accesa una lampadina: il materiale si trasformava in maniera irreversibile. I corsi in quel posto non andavano oltre, ma ormai la mia curiosità era partita per la tangente”.

Forse nasce spesso così una passione: per una casualità, come un inciampo; sicuramente cresce nello stesso modo in cui è capitato a Roberta, con curiosità, entusiasmo e dedizione, perché incrociare una passione può non dipendere da te, ma riconoscerla sì, sempre:

“Ho cominciato a cercare in Internet (anche se in Italia il materiale non è conosciuto, in molte nazioni artiste bravissime fanno cose eccezionali) e sono riuscita a trovare le istruzioni per fare una borsa; ho comprato la lana necessaria, ho cercato le plastiche e le retine indicate nelle istruzioni, ho mandato tutti fuori di casa e ci ho provato! La soddisfazione provata nel vedere questa lana inconsistente diventare solida e tridimensionale sotto le mie mani ancora inesperte è stata grande!

Così grande da diventare gioia, entusiasmo”

Anche nell’edizione 2016 di Piante e Animali Perduti si potrà incrociare l’entusiasmo di Roberta, riconoscerlo sarà facilissimo: quando troverai stoffe di lana greggia con impresse microvenature di foglie e tinte col colore estratto attraverso il calore dai fiori, dalle radici e dalla corteccia, lì incontrerai Roberta, che ti racconterà di come sia rimasta colpita dal fatto che a Guastalla l’intero centro abitato sia teatro della mostra mercato:

“Non avevo mai partecipato prima ad una manifestazione così imponente, così totalizzante per tutti i residenti di un paese. Ho un bellissimo ricordo dei residenti e dei commercianti vicini alla mia postazione che fin dal mio arrivo si sono subito offerti di aiutarmi, addirittura scaricando la macchina e montando il gazebo. Ricordo calore umano e generosità. Cose che non è facile trovare.”

Roberta rinnova il suo appuntamento per il 24 e il 25 settembre 2016 a Guastalla, perché lei è abituata a inciampare nelle cose prima, ma a riconoscerle, poi.

Roberta Zeminian

Premiazione Piante e Animali Perduti 2015

testo di Alice Mora, foto di Daniele Daolio e Roberta Zeminian

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