Come ogni anno a Piante e Animali Perduti torna il padiglione nel prato retrostante Palazzo Ducale dedicato agli animali da cortile di razze rare e in via di estinzione. Ma non tutti sanno che attraversando il cortile di Palazzo Ducale si possono incontrare tanti altri animali: aquile, tori, serpenti e cani “appesi” alle pareti e ai soffitti del palazzo! L’araldica e la storia di Guastalla hanno così tanto affascinato l’ultimo proprietario di palazzo del secolo scorso, l’industriale Flavio Mossina, da indurlo a lasciare un segno tangibile delle famiglie che si sono succedute nel governo del nostro territorio.

Gli animali del palazzo Ducale di Guastalla

Ma andiamo con ordine. Rechiamoci in via Gonzaga e fermiamoci di fronte all’androne del palazzo, dando le spalle alla statua di Ferrante, il nostro “Frantòn”. Sulla sommità del portale ecco spuntare quattro aquile imperiali, con il corpo frontale, la testa di profilo e le ali spiegate. Simbolo di potenza e prosperità, l’aquila fu scelta da Carlo Magno come emblema del Sacro Romano Impero e poi ripresa dalla casata degli Asburgo. Le quattro aquile imperiali furono concesse anche alla famiglia Gonzaga di Mantova e ai suoi rami cadetti, dapprima dal “volo abbassato” e poi “spiegate” nel 1575 con Guglielmo Gonzaga, duca di Mantova. Ne possiamo vedere altre sulla volta dell’androne d’ingresso di Palazzo Ducale, sempre ad opera del Mossina. Questa volta i rapaci sono dipinti all’interno dei quattro quadranti formati da una croce patente rossa con al centro lo scudo quadripartito della famiglia Gonzaga con due settori a bande oro e nere, stemma originario della famiglia mantovana, e i due leoni di Boemia, concessi dall’Imperatore di Lussemburgo a Francesco I Gonzaga nel 1394. Completano lo stemma la corona ducale, ottenuta da Ferrante II Gonzaga nel 1621, e il Toson d’oro, il vello d’oro dell’ariete mitologico Crisomallo, che fu rubato da Giasone insieme a suoi compagni, gli Argonauti. Ferrante I Gonzaga fu insignito del Toson d’Oro, massima onorificenza dell’epoca, direttamente dall’imperatore Carlo V, per le sue imprese militari. Lo stesso stemma è riprodotto più volte nel palazzo: vi invitiamo a cercarlo durante le aperture. 

 

Altri stemmi di palazzo

Ritornando in facciata, sulla destra, si osservano un leone rampante e, appena sotto, un cane. Il leone è un animale molto diffuso in araldica, considerato già nel Medioevo il re degli animali, ma privo di autorità sugli uccelli. Da questa idea nasce la contrapposizione tra l’aquila, signora del cielo e simbolo del potere imperiale, e il leone, presente sugli stemmi di molti territori dell’Impero, ma privo di potere nel cielo. Qui il leone rampante è l’emblema di Ferrante I Gonzaga, animale che ritroviamo tuttora nello stemma della città di Guastalla, su scudo troncato d’azzurro e rosso, e che trionfa sulla sommità della Torre Civica (non dimenticate di andarlo a veder, la torre è visitabile fino in cima durante Piante e Animali Perduti!).

Il cane invece è da associare alla famiglia Canossa. Quando si pensa ai Canossa, e quindi a Matilde, comunemente si pensa all’Appennino Reggiano oppure all’Abbazia del Polirone a San Benedetto Po, dove Matilde fu sepolta prima che le sue spoglie fossero spostate in San Pietro a Roma. Non tutti sanno però che la famiglia fu proprietaria anche di territori qui a Guastalla a partire dal 991. Molto probabilmente un’antica fortezza si ergeva nella zona dell’attuale piazza Garibaldi (che corrisponde al punto più alto della nostra città!) e Matilde partecipò al Concilio con papa Pasquale II tenutosi nella Basilica di Pieve nel 1106. Qui è di difficile interpretazione, ma generalmente nello stemma della famiglia il cane tiene tra le sue fauci un osso e il motto recita “Quando il cane finirà l’ossa, finirà casa Canossa. Egli ha tolto un osso duro a rodere”.

Visconti, Torelli e… una scimmia

Sempre in facciata, alla vostra sinistra, il biscione visconteo e il toro torelliano. Il serpente sarebbe da ricondurre all’impresa biblica di Giona che viene ingoiato e poi, dopo tre giorni, vomitato da un pesce marino. I Visconti regnarono su Guastalla fino 1402, poi sostituiti dai Torelli fino al 1539, anno della vendita della città da parte di Ludovica Torelli a Ferrante Gonzaga.

Ma gli animali non finiscono qui, se salirete al primo piano di Palazzo Ducale, troverete che una scimmia vi attende all’ingresso della mostra “Novecento. Il set di Bernardo Bertolucci nelle foto di Angelo Novi”, omaggio nuziale del duca Ferrante III Gonzaga alla moglie Margherita d’Este. E ora non ci rimane che augurarvi una buona caccia nei due giorni di Piante e Animali Perduti!

Articolo di Staff UIT Guastalla, foto di Fausto Franzosi

 

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